Il progetto

Il programma Leonardo

Il Programma settoriale Leonardo da Vinci è inserito nell’ambito del più ampio Programma per l’Apprendimento Permanente 2007 – 2013, e, in linea con i suoi obiettivi generali, è rivolto a:

  • sostenere coloro che partecipano ad attività di formazione e formazione continua nell’acquisizione e utilizzo di conoscenze, competenze e qualifiche per facilitare lo sviluppo personale, l’occupabilità e la partecipazione al mercato del lavoro europeo;
  • sostenere il miglioramento della qualità e dell’innovazione nei sistemi, negli istituti e nelle prassi di istruzione e formazione professionale;
  • incrementare l’attrattiva dell’istruzione e della formazione professionale e della mobilità per datori di lavoro e singoli ed agevolare la mobilità delle persone in formazione che lavorano.

In particolare, il progetto Talenti di Cura si colloca nei Progetti Multilaterali di Trasferimento dell’innovazione che consente di finanziare proposte volte ad adattare e integrare i risultati/contenuti innovativi elaborati nell’ambito di precedenti esperienze Leonardo da Vinci o di iniziative condotte a livello nazionale/locale/ regionale/settoriale”.

Il progetto Talenti di Cura

Il contesto

Il settore dell’assistenza privata a domicilio per anziani e disabili si caratterizza, in Italia, per essere prestata prevalentemente da donne immigrate carenti di formazione specifica nel settore dell’assistenza. Si tratta di un lavoro assai gravoso, svolto prevalentemente da donne immigrate dall’est Europa e dal Sud America, per lo più in convivenza e scarsamente retribuito.
Si tratta pertanto di una professione che viene praticata normalmente per un periodo determinato. Coloro che, poi, intendono cercare altri sbocchi professionali nel settore assistenziale, che non prevedano la convivenza, non hanno possibilità di vedere riconosciuta l’esperienza acquisita sul campo. Relativamente all’assistenza domiciliare e residenziale, si registra – soprattutto da parte degli enti privati – difficoltà nel reperire personale adeguatamente formato a causa di un mercato del lavoro sommerso e irregolare ma anche a causa dell’introduzione, nel 2001, del profilo professionale dell’operatore socio sanitario che prevede un percorso formativo assai lungo (1000 ore, pari normalmente a 12 mesi di formazione) e spesso inadeguato rispetto ai reali fabbisogni formativi di chi opera nell’assistenza agli anziani. Esiste al contrario un patrimonio di competenze derivanti dall’esperienza di lavoro che deve essere valorizzato attraverso la sua validazione e riconoscimento per essere in grado di rispondere ad una domanda di assistenza e cura sempre più complessa.

Obiettivo del progetto

L’obiettivo di Talenti di Cura è trasferire nel contesto italiano il sistema di individuazione, riconoscimento e validazione delle competenze acquisite sul lavoro degli operatori addetti all’assistenza ad anziani e disabili utilizzato attualmente in Francia.

In dettaglio, ci si propone di:

  • approfondire la conoscenza del modello francese, assai strutturato e ampiamente sperimentato, di validazione delle competenze acquisite;
  • valutarne la trasferibilità nel contesto italiano, traducendo, adattando e strutturandone gli strumenti fra i quali griglie di riferimento, procedure, esercitazioni e le relative prove di valutazione per il profilo professionale dell’assistente familiare;
  • analizzare come l’esito della validazione possa essere utilizzato come unità formativa capitalizzabili per il percorso formativo di Assistente Familiare e Operatore Socio Sanitario;
  • sperimentare il modello in Italia;
  • verificare le condizioni per la trasferibilità del modello e degli strumenti in Bulgaria (dai Paesi dell’est europeo provengono in larga prevalenza le assistenti familiari attualmente operanti in Italia).

Risultati attesi

La possibilità di validare le esperienze acquisite sul campo può consentire di migliorare complessivamente il sistema dell’offerta di servizi in un ambito chiave del welfare italiano:

  • semplificando il conseguimento del percorso di qualificazione;
  • consentendo di definire più specificamente i reali bisogni formativi;
  • favorendo la crescita professionale di lavoratrici donne, spesso straniere e prevalentemente ultraquarantenni;
  • qualificando maggiormente l’assistenza prestata a domicilio garantendo così maggiormente gli utenti finali.

Output previsti

  • Un report che analizzi approfonditamente il modello francese di validazione delle competenze acquisite;
  • l’adattamento al contesto italiano (tramite ricerca e successiva sperimentazione), con identificazione delle griglie degli standard e delle prove di validazione relativamente al settore della cura agli anziani;
  • l’analisi di trasferibilità nel contesto bulgaro.